A Cassino hanno sede molti importanti Istituti di Istruzione Superiore e l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, tutti illustri enti formativi che ogni anno licenziano tantissimi giovani potenzialmente occupabili.

Diplomati e laureati: un esercito di ragazzi e ragazze che di punto in bianco si trovano a dover fare i conti con la vita e con le difficoltà che essa sottopone loro, non ultimo il problema del lavoro!

La nostra città, leggermente al di sotto delle percentuali di occupazione italiane, pone i nostri giovani in estrema situazione di disagio e molti di loro, specialmente quelli con più titolati, preferisce tentare la fortuna al di fuori dei confini regionali e nazionali: e la fuga dei cervelli si alimenta. Accade poi di venire a sapere che nostri concittadini fanno parte di team importanti che fanno scoperte strepitose nel campo della medicina, dell’astronomia, eccetera.

Noi di Meritocrazia Italiana crediamo fermamente che sia compito della classe dirigente di ogni singolo Ente locale di dover creare le condizioni necessarie utili a facilitare l’occupazione in loco. Cioè i nostri giovani devono poter realizzare le proprie ambizioni all’interno del Paese e, se possibile, nella città in cui sono nati, per chi vuole.

Una delle nostre proposte è visibile qui ed individua la cultura come volano di nuove occupazioni.

Inoltre crediamo che un aiuto fondamentale debba provenire anche dalle strutture formative precedentemente citate.

Infatti a nostro modo di vedere l’Amministrazione pubblica insieme a loro deve programmare il futuro di quella parte dei giovani licenziati che intende restare nella propria città.

Questa nostra proposta l’abbiamo chiamata “La scuola del futuro…forma al lavoro i propri studenti” e si articola in due sotto proposte: il sistema duale e il primo lavoro!

Di seguito si riporta l’esempio del sistema duale scuola/lavoro in Germania che può e deve essere riproposto anche a Cassino.

Chi frequenta una formazione professionale in Germania studia sia all’interno delle imprese che negli istituti professionali. L’azienda e la scuola sono i due pilastri del cosiddetto sistema duale. Nelle aziende, che possono essere artigianali, agricole, commerciali o industriali, si svolge la parte pratica della formazione. Questa parte della formazione può svolgersi anche nel settore amministrativo, sanitario o sociale. Le basi teorico-specialistiche, invece, s’imparano negli istituti professionali. Normalmente, un apprendista trascorre dalle otto alle dodici ore la settimana a scuola, mentre il resto del tempo lavora direttamente in azienda.

Il periodo di formazione professionale si conclude con un esame finale presso i rispettivi enti di formazione, ovvero la camera dell’artigianato, la camera dell’industria e del commercio, la camera degli avvocati oppure le scuole di formazione amministrativa. A seconda della professione, la formazione può durare fra i due e i tre anni e mezzo. Di solito non vengono richieste particolari condizioni formali per poter accedere a una formazione professionale. Di fatto, però, è a discrezione delle aziende decidere con quale diploma di scuola superiore si possa accedere alla formazione. All’incirca il 60% degli alunni che terminano le superiori scelgono di frequentare una formazione professionale. Attualmente 1,5 milioni di studenti frequentano una formazione professionale. Su sponsorizzazione dell’Amministrazione comunale lo stesso percorso potrebbe essere intrapreso da istituti formativi e aziende di Cassino.

Di seguito si rappresenta la proposta del “primo lavoro”.

Le scuole e l’Università creeranno delle apposite cooperative di servizi i cui soci saranno i ragazzi e le ragazze licenziati/e (per intenderci i laureati ed i diplomati) che per l’intero anno successivo al conseguimento del titolo saranno appunto soci lavoratori del sodalizio e verranno retribuiti grazie agli introiti provenienti dal lavoro erogato.

L’idea è quella di fornire i propri servizi alle Amministrazioni pubbliche e private del territorio che, allo stato, li richiedono a professionisti esterni attraverso consulenze d’oro. Per esempio se il Comune deve fare un progetto di riqualificazione di un immobile può rivolgersi ai ragazzi dell’artistico o ai ragazzi di ingegneria, se ci fosse bisogno della misurazione di un’area ci si potrebbe rivolgere ai diplomati del geometra, eccetera eccetera. Questi pochi esempi, magari non esaustivi, servono a sottolineare il fatto che potrebbe essere usata la manodopera interna proveniente dai ragazzi appena usciti dagli enti di formazione; in questo modo i vantaggi sarebbero molteplici: minori costi per il domandante (certamente le parcelle dei ragazzi sarebbero molto più basse di quelle dell’“amico” di turno), i giovani lavoratori farebbero esperienza lavorativa da utilizzare poi nel lavoro futuro e avrebbero uno “stipendio” da subito, eccetera.

Siamo certi che l’attuazione di questo nostro punto programmatico sarebbe una best practice presa in considerazione ed avviata anche dai vicini Comuni. Inoltre, in tal modo, si creerebbe un vivaio di giovani lavoratori da cui far attingere le aziende del territorio.

Meritocrazia Italiana

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